Di seguito si riporta una sintetica analisi del DECRETO LEGISLATIVO 16 giugno 2017, n. 106Adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) n. 305/2011, che fissa condizioni armonizzate per la commercializzazione dei prodotti da costruzione e che abroga la direttiva 89/106/CEE“.

La stessa si concentra sull’impatto che ha sui seguenti soggetti:

  • Fabbricante, Distributore e Importatore
  • Progettista, Direttore Lavori e Collaudatore

Lo scopo e definizioni

Le finalità (lo scopo) del suddetto decreto son chiaramente espresse nell’articolo 1:

1. Il presente decreto disciplina l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) n. 305/2011…

2. Restano ferme le disposizioni nazionali che stabiliscono regole tecniche inerenti la progettazione, l’esecuzione ed il collaudo e la manutenzione delle opere da costruzione.

Ovvero tratta dei materiali e prodotti da costruzioni che ricadono sotto il CPR (Regolamento UE 305/2011 – Marcatura CE), ferme restando le regole nazionali (es: Norme Tecniche per le Costruzioni – DM 17.01.2018) per la progettazione, l’esecuzione, il collaudo e la manutenzione delle opere.

A questo si aggiunge quanto indicato nell’art.5, comma 5, del D.Lgs. 106/2017, ovvero “L’impiego nelle opere di un prodotto da costruzione è soggetto, per i materiali e prodotti per uso strutturale, alle norme tecniche per le costruzioni adottate in applicazione dell’articolo 52 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e successive modificazioni, e per i materiali e prodotti per uso antincendio alle disposizioni adottate dal Ministro dell’interno ai sensi dell’articolo 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n.139“. Ciò significa che quando è richiamato l’articolo 5, comma 5 del presente decreto, il disposto legale si intende esteso anche ai materiali e prodotti per uso strutturale indicati nel §11 delle NTC, discorso analogo per i materiali e prodotti per uso antincendio.

La conferma di quanto sopra giunge dalla circolare esplicativa delle NTC2018 dove, al §C.11.1, chiarisce che il D.Lgs. 106/2017 si applica anche ai materiali e prodotti ad uso strutturale definiti nel §11 delle NTC2018, in particolare “Si applicano pertanto anche le disposizioni del Capo V del medesimo Decreto legislativo, “Controllo, Vigilanza e Sanzioni” ed in particolare, anche per le violazioni di quanto riportato nelle NTC, le sanzioni di cui agli articoli 19 (per il fabbricante), 20 (per il costruttore, il direttore dei lavori, il collaudatore ed il progettista), 21 (per gli altri operatori economici coinvolti) e 22 (per gli organismi di certificazione e laboratori).

Al comma i) dell’art.2 del D.Lgs. 106/2017 si trova la definizione di materiali e prodotti ad uso strutturali, che deve essere adoperata nell’applicazione del suddetto decreto.

All’art.4 si conferma che il punto di contatto nazionale per i prodotti da costruzione è istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico. Ne consegue che eventuali quesiti di applicabilità delle regole tecniche nazionali, devono essere posti direttamente a tale ente. L’elenco completo dei Product Contact Points e disponibile sul sito dell’Unione Europea.

L’art.5 contiene le definizioni e la descrizione dei ruoli necessari all’applicazione dell’art.5 del CPR in merito alle possibilità di deroga dalla redazione della Dichiarazione di Prestazione (DoP). Anche qui vi è una forte distinzione nel caso si tratti di materiali e prodotti ad uso strutturale e per uso antincendio.

Per i fabbricanti che intendono mettere a disposizione la DoP in formato digitale l’art. 6 comma 3 del D.Lgs. 106/2017 richiama al rispetto del Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n. 82Codice dell’amministrazione digitale“, per quanto di pertinenza.

All’art. 6 comma 4 si specifica, a scanso di equivoci, che “l’immissione o la messa a disposizione sul mercato nazionale di un prodotto da costruzione, la dichiarazione di prestazione e le istruzioni e informazioni sulla sicurezza … sono fornite in lingua italiana“. In caso di violazione si applica quanto indicato nell’art. 19 comma 5 (sanzione da 1.000 € a 4.000 € e da 2.000 € a 10.000 €, qualora la violazione si riferisca all’utilizzo di prodotti e materiali destinati a uso strutturale o a uso antincendio).

Nel proseguo del presente articolo si analizzerà il capo V “CONTROLLO, VIGILANZA E SANZIONI” partendo dall’art. 17 Vigilanza sul mercato.

Controllo, Vigilanza e Sanzioni

La vigilanza del mercato e dei cantieri è eseguita dalle amministrazioni competenti (Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, Ministero dell’interno e Ministero dello Sviluppo Economico) in funzione del requisito di base delle opere (Allegati I del CPR) di competenza. Le stesse possono avvalersi dell’Agenzia delle Dogane dei Monopoli, del Corpo della Guardia di Finanza, Provveditorati Interregionali, Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco e delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura.

L’art. 19 riporta le sanzioni a seguito d eventuali violazioni degli obblighi di DoP e marcatura CE da parte del fabbricante (in praticamente tutti i casi sotto indicati è fatto salvo il caso in cui il fatto costituisca più grave reato):

  • Se viola l’obbligo di redigere la DoP è prevista una sanzione da 4.000 € a 24.000 €, mentre è previsto l’arresto sino a 6 mesi e una sanzione da 10.000 € a 50.000 €, qualora la violazione si riferisca all’utilizzo di prodotti e materiali destinati a uso strutturale o a uso antincendio, ivi compresi quelli identificati e qualificati ai sensi delle Norme Tecniche per le Costruzioni (come indicato nel citato articolo 5, comma 5).
  • Se viola l’art. 4, comma 2 del CPR (le informazioni, sotto qualsiasi forma, sulla sua presta­zione in relazione alle caratteristiche essenziali, come definite nella specifica tecnica armonizzata applicabile, possono essere fornite solo se comprese e specificate nella DoP) è prevista una sanzione da 1.000 € a 4.000 € e da 2.000 € a 10.000 €, qualora la violazione si riferisca all’utilizzo di prodotti e materiali destinati a uso strutturale o a uso antincendio.
  • Se redige la DoP non rispettando le prescrizioni previste è prevista una sanzione da 1.000 € a 10.000 €, mentre è previsto l’arresto sino a 2 mesi e una sanzione da 3.000 € a 10.000 €, qualora la violazione si riferisca all’utilizzo di prodotti e materiali destinati a uso strutturale o a uso antincendio.
  • Se viola l’art. 6 (contenuto della DoP) e l’art. 7 (modalità di fornitura della DoP) del CPR è prevista una sanzione da 1.000 € a 4.000 € e da 2.000 € a 10.000 €, qualora la violazione si riferisca all’utilizzo di prodotti e materiali destinati a uso strutturale o a uso antincendio.
  • Se viola l’art. 8 (principi generali e uso della marcatura CE) e/o l’art. 9 (regole e condizioni per l’apposizione della marcatura CE accompagnatoria) del CPR è prevista una sanzione da 4.000 € a 24.000 €, mentre è previsto l’arresto sino a 6 mesi e una sanzione da 10.000 € a 50.000 €, qualora la violazione si riferisca all’utilizzo di prodotti e materiali destinati a uso strutturale o a uso antincendio.

Aspetto molto importante è quanto indicato al comma 8 dell’art. 19, ovvero “Le sanzioni di cui al presente articolo non si applicano nel caso di non conformità formali, di cui all’articolo 59 del CPR, rimosse dal fabbricante entro il termine stabilito dalle Amministrazioni competenti ai sensi dell’articolo 18“, ma si ribadisce il fatto deve trattarsi solo ed esclusivamente di non conformità formale.

L’art.20 riporta le violazioni degli obblighi di impiego dei prodotti da costruzioni conformi al CPR per i seguenti soggetti, ognuno nell’ambito delle specifiche competenze:

  • Se il costruttore, il direttore dei lavori, il direttore dell’esecuzione o il collaudatore utilizzano prodotti non conformi al CPR (Marcatura CE) è prevista una sanzione da 4.000 € a 24.000 €, mentre è previsto l’arresto sino a 6 mesi e una sanzione da 10.000 € a 50.000 €, qualora la violazione si riferisca all’utilizzo di prodotti e materiali destinati a uso strutturale o a uso antincendio, ivi compresi quelli identificati e qualificati ai sensi delle Norme Tecniche per le Costruzioni (come indicato nel citato articolo 5, comma 5).
  • Se il progettista prescrive prodotti non conformi al CPR (Marcatura CE) è prevista una sanzione da 2.000 € a 12.000 €, mentre è previsto l’arresto sino a 3 mesi e una sanzione da 5.000 € a 25.000 €, qualora la violazione si riferisca all’utilizzo di prodotti e materiali destinati a uso strutturale o a uso antincendio, ivi compresi quelli identificati e qualificati ai sensi delle Norme Tecniche per le Costruzioni (come indicato nel citato articolo 5, comma 5).

L’art.21 tratta la violazione degli obblighi da parte degli operatori economici (che l’art.2, comma 18 del CPR definisce in: fabbricante, importatore, distri­butore e mandatario):

  • Qualora non ottemperino ai provvedimenti di ritiro, sospensione o richiamo ad opera delle amministrazioni competenti (art.17, comma 2, lettere d) e e) del D.Lgs. 106/2017) è prevista una sanzione da 4.000 € a 24.000 €, mentre è previsto l’arresto sino a 6 mesi e una sanzione da 10.000 € a 50.000 €, qualora la violazione si riferisca all’utilizzo di prodotti e materiali destinati a uso strutturale o a uso antincendio.
  • Qualora violi le disposizioni dei seguenti articoli: art.11, paragrafi da 2 a 8 (obblighi del fabbricante), 13 (obblighi degli importatori), 14 (obblighi dei distributori) e 16 (identificazione degli operatori economici) del CPR e art.6, comma 5 del D.Lgs.106/2017 è prevista una sanzione da 500 € a 5.000 €, mentre è prevista una sanzione da 1.500 € a 15.000 €, qualora la violazione si riferisca all’utilizzo di prodotti e materiali destinati a uso strutturale o a uso antincendio, ivi compresi quelli identificati e qualificati ai sensi delle Norme Tecniche per le Costruzioni (come indicato nel citato articolo 5, comma 5). (NDR: il paragrafo inizia con “Salvo che il fatto costituisca reato“, si immagina che il legislatore intenda “salvo che il fatto non costituisca reato”. Inoltre nell’elenco delle violazioni probabilmente manca l’art.12 del CPR “Mandatari”).
  • Anche in questo caso il comma 3 dell’art. 21, riporta “Le sanzioni di cui al presente articolo non si applicano nel caso di non conformità formali, di cui all’articolo 59 del CPR, rimosse dal fabbricante entro il termine stabilito dalle Amministrazioni competenti ai sensi dell’articolo 18“, ma si ribadisce il fatto deve trattarsi solo ed esclusivamente di non conformità formale.

Il presente articolo non tratta i contenuti dell’art. 22 “violazione degli obblighi di certificazione”, che ha ad oggetto Organismi Notificati, Laboratori Ufficiali (di cui all’art.59 del DPR 380/2001) e chiunque rilasci attestati senza autorizzazioni.

Le modalità di applicazione delle sanzioni saranno definite con decreto interministeriale della Amministrazioni competenti entro 6 mesi dall’entrata in vigore del D.Lgs. 106/2017 (ovvero entro il 9 febbraio 2018), come stabilito dall’art.18, comma 1 del suddetto decreto.

Le disposizioni finali e l’entrata in vigore

L’art.24 riporta in modo intellegibile che il CPR sostituisce in leggi, decreti, circolari o provvedimenti amministrativi il DPR 246/1993.

Secondo l’art.31 il D.Lgs.106/2017 entra in vigore il trentesimo giorno successivo alla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, ovvero è in vigore dal 09 agosto 2017.

Gli allegati del D.Lgs. 106/2017

  • Allegato A – Modello di istanza di autorizzazione ai fini della notifica
  • Allegato B – Documentazione da allegare all’istanza di autorizzazione ai fini della notifica non basata su un certificato di accreditamento
  • Allegato C – Procedure di autorizzazione ai fini della notifica non basata su un certificato di accreditamento
  • Allegato D – Requisiti inerenti gli organismi notificati e la loro attività

Conclusioni

Il presente decreto va a colmare due aspetti sostanziali dell’applicazione delle regole tecniche per la Marcatura CE (il Regolamento UE 305/2011), ovvero la sorveglianza del mercato e il sistema sanzionatorio, idem per il §11 delle Norme Tecniche per le Costruzioni, per quegli articoli ove sia citato l’art.5, comma 5, del D.Lgs. 106/2017.

Grazie al D.Lgs. 106/2017 sarà possibile garantire la sicurezza dei materiali e prodotti da costruzioni e la concorrenza leale tra fabbricanti.

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